Valorizza i tuoi Backliner: Buona Pasqua 2019 da Selezione ORA

Valorizza i tuoi Backliner: Buona Pasqua 2019 da Selezione ORA

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La storia di Riccardo Sinigallia è davvero “straordinaria“, nella sua accezione etimologica di “qualcosa che sta al di fuori dall’ordinario“. La sua vita artistica, che si incastra necessariamente con la sfera privata, può essere definita, prendendo in prestito un titolo di una irriverente canzone di Sergio Cammariere, quella di un “cantautore piccolino“, di un uomo che non ha paura di mostrare la mancanza di spalle larghe e che, proprio per questo motivo, accetta la seconda fila, sempre al lavoro per il successo degli altri.

Il suo talento permette di creare una rampa di lancio per i vari Max Gazzè, Niccolò Fabi e soprattutto Tiromancino, dove diventa la “spalla” di Federico Zampaglione. Il successo arriva per gli altri, mentre lui è “di lato” alla gloria. Ma dura un attimo: il gruppo si scioglie.

Riccardo Sinigallia esce dal gruppo sbattendo la porta: forse è lui, più di tutti, a sentire di aver perso qualcosa.

“Riccardo Sinigallia”, “Incontri a metà strada”, “Per tutti”

Decide così di intraprendere un percorso da solista che lo porterà a scrivere “Riccardo Sinigallia”, un album così complesso, stratificato ed introspettivo da non essere compreso. Testi emotivamente impegnati ma contorti, un suono che non permette di sviluppare empatia. Tutto, allora, sembra precipitare: il grande passo non ha portato i risultati sperati. Riccardo si accorge di avere creato un muro tra il suo Sé e gli altri: come poterlo abbattere?

Un anno dopo, la svolta, l’evento precipitante…ma in positivo: la paternità. Riccardo diventa padre di Manuel e qualcosa sembra smuoverlo. Racconterà in un’intervista che diventare padre gli ha permesso di aprire una nuova finestra sul mondo. In questo senso, il titolo del suo secondo album, “Incontri a metà strada“, è piuttosto evidente. Testi più semplici, ma non per questo banali, spinti dalla voglia di “farsi capire“, di farsi comprendere.

3 anni dopo uscirà “Per tutti“, terza opera da solista nella quale lo spiraglio aperto precedentemente ora si spalanca: la sua persona si apre verso il mondo. Il Backliner, colui che è sempre stato dietro le quinte, adesso è in prima fila.

“Backliner” in azienda: valorizzarli è un dovere

Quando si lavora con le persone tutto diventa immancabilmente più difficile. Saper gestire le relazioni, i non-detti, le aspirazioni, i sogni ed i desideri di ognuno diventa davvero difficile, soprattutto in azienda, dove si rincorrono sempre clienti, scadenze e lavori da portare a termine. In mezzo a tutto questo caos organizzato, però, ci sono le Persone, il vero e proprio motore di tutto.

C’è chi sta in prima fila, per ruolo o per carattere, e c’è chi invece se ne sta dietro ma ha un ruolo tanto importante quanto colui che sta sotto la luce, sul “palco.” Ecco, il nostro augurio per questa Pasqua, in cui immancabilmente ci si ferma per qualche giorno, è quello di riconoscere il valore di coloro che non si fanno mai vedere, di coloro che difficilmente vengono “alla luce”.

Pensa all’azienda in cui lavori: il merito dei tuoi successi è davvero soltanto tuo? Oppure, forse, è il risultato di un processo complesso, in cui ognuno gioca un ruolo fondamentale per la riuscita complessiva del progetto? Oggi più che mai c’è bisogno di esprimere questa gratitudine, anche con un gesto semplice, ma in grado di valorizzare e ridare nuova linfa a colui che ne ha più bisogno.

Allora Buona Pasqua da tutta la “Costellazione” di Selezione ORA, nella speranza che ognuno possa adottare uno sguardo nuovo e valorizzare le persone all’interno della propria rete. Backliner compresi.

“La cosa bella della semplicità, a differenza della banalità o della facilità, è che non ha un lavoro dietro, ma ha una motivazione forte. Una cosa è semplice perché non c’è nient’altro che potresti dire al posto di quella. Quindi la semplicità implica la profondità, mentre la facilità ha un lavoro dietro. In ogni caso, un lavoro sul linguaggio dei sentimenti ci deve essere, perché se dovessi fare tutto in maniera totalmente viscerale, sarebbe inascoltabile. Si tratta di avere una piacevole cura delle emozioni che vengono fuori, facendo in modo che la loro struttura armonica e formale piaccia fondamentalmente a te, ma anche a chi pensi possa starti accanto.”

Riccardo Sinigallia