San Vigilio 2018: un residenziale tra cammino, riflessioni e nuove partenze

San Vigilio 2018: un residenziale tra cammino, riflessioni e nuove partenze

San Vigilio 2018: tra la Costellazione e  il “nòstos”

Se l’uomo perde la dimensione ulissiana, è tutto finito.”

Walter Bonatti

Uno dei più grandi temi, se non il più importante, dell’Odissea è quello legato al νόστος (nòstos), al “ritorno” di Ulisse nella sua amata Itaca. Il viaggio dell’eroe greco per eccellenza non va inteso soltanto dal punto di vista concreto e realistico, ma anche e soprattutto simbolicamente. Da una parte, troviamo la tensione verso il piacere della scoperta, della ricerca, della conoscenza; dall’altra, la nostalgia (parola che, non a caso, contiene la stessa etimologia di νόστος) derivata dal distacco con le proprie origini, i propri affetti e per certi versi con una parte di sé stessi.

Questo suo ritorno ad una dimensione più “familiare” coincide con re-incontro con Penelope, sua moglie, un momento carico di emozione all’interno del poema, che segna non solo il ricongiungimento tra due innamorati, ma anche l’apice del nòstos, che finalmente raggiunge il suo scopo: cessare di esistere. Esattamente al centro di tutto questo, tra la partenza ed il ritorno, si collocano le infinite prove e gli infiniti ostacoli, pericoli e limiti che Odisseo deve affrontare: dalle tentazioni di Calipso e delle Sirene, fino alla morte di alcuni compagni di viaggio, passando per l’incontro con il Ciclope, il superamento delle Colonne d’Ercole e molto altro.

Tra cammino e relazione

L’Hotel Monte Sella di San Vigilio di Marebbe è un luogo magico. Lo spazio fisico in cui è immerso nel cuore delle Dolomiti, la Valle di Mareo, per sua conformazione geografica appare quasi un luogo a sé stante per chi, come noi, è abituato ai paesaggi, ai colori, ai profumi, ai ritmi ed alle abitudini della pianura padana. Ci torniamo da ormai 4 anni per la nostra esperienza residenziale, una formazione outdoor che unisce un setting “potente”, nel senso etimologico di questo termine (dal latino, “posse“, verbo che in sé porta l’idea di forza fisica ma anche interiore, con un’accezione di potenzialità, un saper divenire) ad una perfetta incarnazione della nostra idea di  relazione che ci lega allo staff dell’albergo e agli abitanti del luogo, i quali formano una vera e propria comunità montana che, storicamente, ha fatto dell’accoglienza, dell’idea di rete e dell’auto-mutuo aiuto il proprio punto di forza.

Abbiamo approfittato di questo luogo splendido per riflettere, a 6 mesi circa di distanza,  su che cos’è oggi Costellazione ORA; lo abbiamo fatto attraverso il dialogo, l’ascolto vero, il confronto, facendoci aiutare anche da Norbert ed Anna Cristina Cristofolini, proprietari dell’Hotel Monte Sella, e da tutto i loro collaboratori, esempio vincente di quel modo di “fare impresa” in cui noi ci rispecchiamo, in cui al centro c’è davvero la persona e la sua cura. Sia per gli ospiti dell’hotel sia per tutto lo staff. Immersi in questo clima, tutti noi abbiamo cercato di conoscerci ancora meglio, ancora più a fondo, umanamente e professionalmente, con l’obiettivo di creare ulteriori sinergie vincenti.

Il nostro focus, in questi 3 giorni, è stato centrato verso un unico obiettivo: prenderci cura ancora meglio dei bisogni veri dei nostri clienti, sviluppando una sensibilità interiore in grado quasi di anticipare le loro richieste, spesso solamente implicite. Il tutto attraverso un lavoro “artigianale” e mai pre-confezionato, ma al contrario “cucito” su misura in base ai bisogni dell’imprenditore e dei suoi collaboratori: un lavoro in cui “l’ago” è rappresentato dalla persona, il “filo” dalle relazioni che permettono -o impediscono- di sviluppare tutto il proprio potenziale, ed il “tessuto” dall’impresa stessa.

Abbiamo capito che di strada ne dobbiamo percorrere ancora parecchia, ma la direzione intrapresa, quella del fare rete tra liberi professionisti che condividono gli stessi valori, è quella giusta. Il nostro sguardo è già rivolto al futuro, verso ciò che ci attende. Qualche linea guida è già stata tracciata anche e soprattutto grazie allo scambio di idee durante il cammino che ci ha portati al rifugio “Pederù” ed al museo “Messner” di Plan de Corones. Tutti coloro che sono già venuti con noi, clienti e colleghi, sanno bene a cosa ci riferiamo e le sensazioni che si provano in quei luoghi che fanno bene all’anima e che aiutano a trovare nuove idee, nuovi sentieri da percorrere tutti insieme. Anche se il cammino può sembrare impervio.

Si apprende a perseguire con energia inflessibile un obiettivo prefissato, a portare a termine felicemente un’opera intrapresa, per quanto possano essere le difficoltà da superare. L’alta montagna esercita un fascino eterno su chiunque abbia riconosciuto le sue difficoltà e i suoi pericoli e li abbia affrontati a viso aperto.

Emil Zsigmondy

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